Oggi a Genova 

Al Pride anche la sindaca Salis, il vicesindaco Terrile e la giunta: «Il Comune torna a parlare di diritti. Presto riconoscerò i figli di due mamme»

Tursi, durante gli 8 anni della giunta Bucci, aveva rifiutato il patrocinio alla manifestazione adducendo come motivazione il fatto che il corteo sarebbe divisivo e che erano troppe le contestazioni sui social. Per questo il comitato promotore aveva inventato lo slogan “offensivi e divisivi”. Per la prima volta dopo 8 anni un sindaco di Genova torna in corteo per i diritti

Bucci era andato in un paio di occasioni alla partenza del Pride, ma era stato fortemente contestato. Per la prima volta un sindaco di Genova (nella fattispecie, una sindaca), torna in corteo per i diritti dopo 8 anni, L’ultimo era stato Marco Doria. Con lei, il vicesindaco Alessandro Terrile, che in questi anni al Pride ha sempre partecipato a titolo personale e, prima, come consigliere comunale del Pd. Molti gli assessori e i consiglieri presenti. Presente anche il parlamentare dem Alberto Pandolfo.

Rispondendo alle domande dei giornalisti, Salis (arrivata con il figlio in braccio) ha detto: «Il messaggio è che il Comune ritorna a parlare di diritti, ritorna a parlare della comunità LGBTQIA+, e ritorna a parlare di quello che è un cambiamento che è necessario, che è stato sancito pochissimi giorni dalla mia elezione dalla Corte Costituzionale. È importante che il Comune, sia nel presente sia nel futuro, noi siamo qua oggi a dire questo, la laicità delle istituzioni e la voglia di tornare a parlare di diritti in modo concreto, come l’attuazione del nostro programma prevede l’apertura di un ufficio che si occupi di diritti e di sensibilizzazione, sia verso la città che all’interno della macchina comunale. Gli attivisti, il coordinamento, la comunità LGBTQIA+, infatti impegno durante tutto l’anno, impegno che in questi anni è mancato da parte della maggioranza comunale». Lo ha detto la sindaca Silvia Salis, in corteo al Liguria Pride con il vicesindaco Alessandro Terrile e molti assessori e consiglieri comunali e regionali di centrosinistra.

«Il segnale più che forte credo che sia doveroso – ha proseguito la Sindaca -. La città si è espressa e ha scelto chi sceglie di rispettare i diritti di tutta la comunità e credo che questo sia importante da sottolineare. La nostra compattezza su questo tema e il fatto che, come dicevo prima, dopo che la Corte Costituzionale si è espressa, si augurano anche gli atti, come abbiamo visto che è successo già a Roma, di riconoscimento dei figli nati da due mamme. Come è successo con Gualtieri a Roma, presto farò anch’io. Per quanto riguarda il patrocinio, l’anno prossimo? Quello è un discorso che è piccolo rispetto all’enormità che sono i diritti che devono essere rispettati e tutelati in una comunità come Genova, però ovviamente se ce lo chiederanno lo daremo».

Foto di Dario Di Giorgi

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